Bombardamenti italiani sulla Libia

LA MAGGIORANZA DEL POPOLO ITALIANO E ‘ CONTRARIA

di Andrea Acierno

L’Italia, sottomessa agli USA con l’adesione personale di Berlusconi, bombarda la Libia ponendosi contro la coesistenza pacifica dei popoli che si affacciano nel mediterraneo.

Berlusconi che aveva detto “ non abbiamo bombardato e non bombarderemo “, a seguito del voto del consiglio dei ministri, ha totalmente ribaltato questo pensiero dopo l’incontro avuto con John Kerry qualche giorno fa e la telefonata di Obama.

John Kerry è il presidente della commissione esteri del senato USA nonché ex candidato del PD americano alle presidenziali del 2004 vinte da Bush. Non sembra un caso dunque che il PD italiano ai suoi massimi livelli spinga, dal momento dell’approvazione della risoluzione 1973 dell’ONU, per i bombardamenti italiani sulla Libia, attaccando Berlusconi per la sua “mollezza” iniziale (invece, dopo il suo assenso, il “Corriere della sera” del 30 aprile si schiera questa volta con Berlusconi ma contro le posizioni della Lega che frena sui bombardamenti!).

Il PD italiano ha trovato la sua sponda nel presidente della repubblica Napolitano, in forza del suo ruolo di capo del Consiglio supremo della Difesa, che non ha speso una sola parola per la pace tra i popoli e contro l’ingerenza in altri Stati nel rispetto della loro sovranità (l’art.11 della nostra Costituzione è diventato un optional!).

E’ un atteggiamento, quello del PD e del presidente Napolitano, che non ha mai dato spazio a mediazioni politiche, come richiesto ad esempio dall’Unione Africana, ma si avvicina piuttosto a quello dei falchi dell’amministrazione Bush nella guerra contro l’Iraq.

Berlusconi, senza ricorrere ad una nuova riunione del Consiglio dei Ministri, ha deciso di partecipare ai bombardamenti , allineandosi completamente alla linea di Washington e accogliendo le richieste del presidente Napolitano, che si era recato di recente negli USA , e del PD.

E’ sparito così quel minimo di diversità italiana sui bombardamenti condotti da Francia Gran Bretagna e Usa!

Così facendo si sono pericolosamente compromessi i già precari rapporti, seguiti all’inizio del conflitto, con i paesi del nord Africa e di molti altri Stati di questo continente.

Il Corriere del mezzogiorno del 28 marzo riportava le dichiarazioni di Carmine Cestari, console italiano nella repubblica democratica del Congo e presidente della camera di commercio ItalAfrica: “l’Italia ha sbagliato strategia. Perde il petrolio libico, crea difficoltà ai nostri imprenditori in tutta l’Africa. A subire i maggiori danni sono poi gli investitori del Mezzogiorno, che geograficamente hanno continue relazioni con questa parte del mondo. L’Italia, che doveva avere un ruolo diverso in questa vicenda, è percepita molle, succube di Francia, Inghilterra e Stati Uniti”. «Ho avuto contatti, negli ultimi giorni, con 19 capi di Stato africani — rivela Cestari — e tutti sono adirati per questa guerra. E lo sono particolarmente nei nostri confronti. Perché si attendevano dall’Italia un ruolo diverso. Nessuno ha ancora capito che in questa vicenda sono stati compromessi oltre quarant’anni di relazioni internazionali. La Libia era per noi un partner affidabile. Ora è un dirimpettaio pericolosissimo. Il governo italiano era riconosciuto da Tripoli come unico interlocutore istituzionale extra africano. Sono numerosi gli investimenti italiani in Libia così come strutturale era l’approvvigionamento, in massima parte attraverso oleodotto, di petrolio». Il console del Congo conferma quale, secondo la sua posizione, sarebbe stata la strategia opportuna da adottare nell’immediata vigilia del conflitto bellico. «Berlusconi non doveva recarsi a Parigi per incontrare gli altri rappresentanti della Nato — afferma Cestari — aveva, invece, il compito di andare a Tripoli per incontrare Gheddafi e porsi come interlocutore internazionale per evitare la guerra. Continua a leggere

Gli immigrati : problema dell’Italia o dell’Europa ?

di Iglis Restani

L ‘Europa , l’Unione Europea,è una parola vuota? La questione non è nuova, non si pone solo oggi con gli sbarchi a Lampedusa e le decine di migliaia di immigrati provenienti dal Nord Africa . L’Unione Europea dichiarata a Maastricht nel 1992 , dopo essere stata Comunità Economica Europea , è al momento soprattutto un’insieme di regole economiche e la moneta unica entrata in vigore nel 2001.La situazione è sotto gli occhi di tutti. Quando si tratta di affari economici, di deficit pubblico,la UE si comporta da federazioni di stati con una unica autorità,la Banca centrale europea. Quando si tratta di affari interni e di politica estera ogni paese si comporta come meglio crede.

Nel caso degli immigrati che stanno arrivando da noi provenienti dal Nord Africa il nostro governo si richiama agli accordi firmati nel 1995 in una cittadina del Lussemburgo, Schengen, che riguardavano la libera circolazione dei cittadini degli stati aderenti. Appunto, quegli accordi si riferivano al libero movimento dei cittadini europei all’interno dei paesi firmatari degli accordi. Sono cittadini europei i somali,eritrei,tunisini, egiziani e fra poco libici che arrivano sulle nostre coste? Evidentemente no .

E soprattutto : siamo di fronte ad un afflusso eccezionale di sfollati a causa di rivolgimenti politici e quindi entra in vigore la direttiva 55 del 2001 della UE che prevedeva in casi del genere l’intervento del consiglio europeo oppure no? La risposta da parte dei rappresentanti dei governi europei è stata negativa.

A questo punto a cosa è ricorso il governo italiano ? Ha pensato di concedere un permesso di soggiorno agli immigrati arrivati sul nostro territorio entro i primi giorni di aprile in modo da rientrare nei parametri di Schengen .

Ma   il problema non può essere risolto con questa scappatoia anche perchè gli immigrati vengono poi respinti alle nostre frontiere.

La questione è innanzitutto politica e riguarda un punto fondamentale : c’è e se sì qual’è la politica comune della UE verso l’insieme dei paesi del Nord Africa ?

Nel 1995 fu istituita una conferenza tra i paesi europei con alcuni paesi dell’Africa mediterranea e del Medio Oriente, Marocco , Algeria , Tunisia,Egitto,Israele,Autorità Palestinese,Giordania,Siria,Libano,Turchia.

Obiettivi ?Carta per la stabilità e la sicurezza nel Mediterraneo , collaborazione economica e finanziaria,cooperazione nei settori sociali .La Libia , dopo alcune critiche iniziali verso la UE, accusata di voler far passare solo i suoi progetti economici , aderì nel 2000. Che fine ha fatto quella Conferenza ? Continua a leggere