Nel cinquantenario della morte di Mao Zedong il suo messaggio antimperialista

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Il 9 settembre di 50 anni fa moriva Mao Zedong , il più importante dirigente politico cinese del secolo scorso.

A capo del Partito comunista cinese guidò il suo popolo nella guerra di liberazione dall’imperialismo giapponese , successivamente nella lotta contro le forze dei proprietari terrieri e della borghesia che portò alla nascita il 1 ottobre 1949 della Repubblica Popolare Cinese .

Da un lato la Cina di Mao conseguì l’indipendenza nazionale dal colonialismo, dall’altro, dopo la liberazione, si avviò verso la costruzione di una società socialista basata sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione nelle campagne e nelle città , pur partendo da una economia arretrata.

Mao Zedong nella sua vita ha sempre unito il sostegno alle lotte di liberazione nei paesi del terzo mondo a quello alle lotte dei lavoratori nei paesi capitalisti individuando nell’imperialismo il nemico comune.

Fu con questo spirito che accanto alla sua dichiarazione nel 1964 in appoggio al popolo del Congo contro l’aggressione degli Stati Uniti , vi fu una gigantesca manifestazione di massa a Pechino per esprimere solidarietà alla lotta degli studenti e degli operai francesi nel maggio del 1968.

Mao era cosciente del fatto che anche dopo la presa del potere la lotta tra la classe lavoratrice e la borghesia continuava ad esistere, assumeva nuove forme, si presentava all’interno stesso del partito comunista come lotta tra la linea proletaria e la linea borghese revisionista.

Traendo lezione dall’esperienza dell’ URSS che da primo paese socialista si era via via trasformato in un paese socialimperialista e del PCUS da partito della classe operaia a partito della nuova borghesia degli oligarchi,lanciò la Rivoluzione Culturale Proletaria per sconfiggere le posizioni di quei dirigenti che intendevano riportare l’economia capitalista in Cina.

I popoli del terzo mondo che lottavano per l’indipendenza , i lavoratori e i giovani nei paesi capitalisti che aspiravano ad una società socialista, guardavano alla Cina e a Mao come un sicuro punto di riferimento politico .

Da allora il socialismo ha subito pesanti contraccolpi ed ha perso al momento attrazione da parte delle masse popolari e la fine dell’URSS ha comportato anche lo scioglimento in Europa di tutti quei partiti comunisti che si erano accodati al PCUS.

Ma, come ci hanno insegnato Mao Zedong e gli altri classici del marxismo , la realtà è in divenire, una cosa negativa si può trasformare in una positiva , le sconfitte delle classi lavoratrici in un recupero delle energie , nella loro riorganizzazione politica , nella vittoria sulla grande borghesia a capo delle grandi potenze e la lotta di classe continua ad essere il motore della storia e dei grandi cambiamenti.

Nel novembre del 1977 comparve sul giornale Renmin Ribao , il Quotidiano del Popolo, organo del Comitato centrale del Partito comunista cinese , un lungo articolo in cui veniva descritta la teoria dei tre mondi formulata da Mao Zedong .

Secondo questa teoria, una strategia politica complessiva , gli USA e l’allora URSS, le due superpotenze, facevano parte del primo mondo .Le forze intermedie come il Giappone, l’Europa , il Canada , costituivano il secondo mondo . L’Asia, l’Africa , l’America Latina , facevano parte del terzo mondo . L’articolo indicava nel fronte unito tra il secondo e il terzo mondo cui apparteneva allora anche la Cina, la politica giusta per i popoli oppressi ed il proletariato internazionale per colpire l’egemonismo delle due superpotenze.

Da allora si sono succeduti molti avvenimenti importanti, dallo scioglimento del’URSS alla globalizzazione, allo sviluppo eccezionale della Cina che contende agli USA il primato mondiale . Negli ultimi anni i fatti più rivelanti sono stati la ritirata degli USA nell’autunno del 2021 dall’Afghanistan e l’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa pochi mesi dopo, la prima guerra di annessione territoriale dopo la seconda guerra mondiale che ha rotto l’equilibrio internazionale stabilito allora.

Oggi, di fronte al pericolo reale che la nuova spartizione del mondo tentata dalle grandi potenze porti ad un scontro globale di cui fanno parte le guerre in corso dall’ Ucraina al Medio Oriente all’Iran ad alcuni paesi africani ,occorre una azione politica per contrastare questa spartizione e allontanare il pericolo di una guerra mondiale.

Ciò che serve nel mondo per dare una sterzata al prevalere della legge del più forte e dell’autoritarismo,è un fronte unito tra i paesi che Mao definiva del secondo mondo e i paesi in via di sviluppo oggi definiti del Sud del mondo per costruire un nuovo ordine mondiale democratico basato sull’indipendenza ed il reciproco vantaggio senza sottostare ai voleri delle grandi potenze.Un fronte unito democratico e antimperialista in cui l’ Europa, facendo tesoro dell’esperienza negativa delle due guerre mondiali, è chiamata a svolgere un ruolo decisivo e il sostegno al popolo ucraino che tutti i sinceri antimperialisti sono chiamati a dare è uno dei punti centrali di questo fronte.

Gli attacchi cui l’ Unione europea è sottoposta,da un lato le pressioni politiche ed economiche da parte di Trump,dall’altro gli attacchi della cosiddetta guerra ibrida da parte di Putin,sono la dimostrazione che le grandi potenze non vogliono che questa esista e che la strada imboccata dell’unità europea è quella giusta. L’attacco condotto dalla Federazione Russa è quello più pericoloso. Putin con la guerra lampo intendeva prendersi l’intera Ucraina . Non essendoci riuscito per l’eroica resistenza del popolo ucraino , trova adesso un ostacolo ai suoi piani negli aiuti forniti al governo di Kiev da parte dei paesi europei . Per questo usa i droni , gli attacchi informatici ,la disinformazione verso i paesi europei, per spaventare l’opinione pubblica e favorire nelle prossime elezioni quei partiti che negano gli aiuti per la difesa ucraina e condizionare così pesantemente la politica estera dell’Unione europea .La propaganda russa,e la propaganda nelle guerre è un arma, attecchisce oltre che nelle formazioni di estrema destra, anche in alcune forze che si dichiarano di sinistra con la conseguenza che loro iscritti in buona fede possono prendere per buoni falsi storici propinati da Putin come quello che l’Ucraina non sia una nazione indipendente ma faccia parte della Russia. Di conseguenza , per informare correttamente l’opinione pubblica e mantenere l’indipendenza politica dell’ Unione europea, occorre una decisa opposizione ai partiti , ai sostenitori e ai vari altri portavoce sirene del governo di Mosca .

Una Unione europea forte, coesa,garante dei diritti democratici, è fondamentale nella costruzione di un nuovo ordine mondiale . Per questo è necessario l’impegno dei lavoratori europei al suo rafforzamento, per il miglioramento del suo sistema sociale,per un sistema comune di difesa autonomo da Washington,per la costruzione di un nuovo rapporto paritario con i paesi in via di sviluppo, perchè l’Unione europea sostenga fino in fondo la lotta per l’indipendenza del popolo ucraino che rappresenta la volontà di indipendenza dell’intera Europa e si faccia promotrice in prima persona di una trattativa con Mosca senza lasciarla in mano agli inviati di Trump.

Il messaggio lanciato da Mao 50 anni fa al secondo mondo, all’ Europa, di unirsi ai paesi e ai popoli del terzo mondo nella lotta comune per lo sviluppo e la pace ,contro l’egemonismo delle grandi potenze, torna così di grande attualità.

La redazione di pennabiro.it

Il 25 aprile oggi

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Il 25 aprile 1945 segnò la liberazione del nostro paese dall’occupazione nazista e la definitiva caduta del regime fascista con la fine della Repubblica Sociale Italiana , lo stato fantoccio creato dopo la resa dell’ Italia nel settembre 1943 nelle regioni ancora controllate dall ‘ esercito tedesco .

In quella guerra di liberazione grande importanza ebbe il movimento partigiano che raccoglieva gli antifascisti di diversa provenienza politica con una forte presenza delle brigate Garibaldi dirette dal partito comunista .

Senza il movimento partigiano le condizioni imposte dai paesi vincitori al nostro paese sarebbero state ben più pesanti di quelle poi sottoscritte nel trattato di pace nel 1947 , senza il contributo di sangue dato dai lavoratori nella Resistenza , non sarebbe stato possibile mettere il peso poitico del movimento operaio nei lavori della Assemblea Costituente e nella stesura della Costituzione .

Il significato profondo del 25 aprile è la forza che in certi momenti storici sanno esprimere le masse popolari e la capacità di imprimere una svolta politica decisiva .

A distanza di tanto tempo , in una situazione in cui sono caduti i riferimenti politici che hanno guidato per decenni le lotte delle classi lavoratrici nei paesi capitalisti e quelle dei popoli del terzo mondo , ma non le ideee che ne erano alla base che restano vive , in una situazione in cui ritornano in forme nuove gli scontri per l’egemonia mondiale imperialista delle grandi potenze , la forza delle masse resta un fattore decisivo per sconfiggerle .

La guerra che si sta svolgendo in Medio Oriente e quella in Ucraina sono due esempi di questa capacità di resistenza dei popoli . Il popolo palestinese , nonostante si trovi esposto a due contrapposti estremismi , quello dell’ attuale governo israeliano che non ne riconosce il diritto ad avere un proprio stato e continua nei massacri e quello delle organizzazioni politiche legate al regime iraniano che all’opposto vedono nell’esistenza dello stato d’ Israele un ostacolo al loro predominio in quella regione , continua a rivendicare la propria esistenza , la propria terra , continua a resistere .

Il popolo iraniano conduce da anni una opposizione al regime reazionario degli ayatollah e dei pasdaran in cui aveva riposto la propria fiducia dopo la caduta dello scià . Una opposizione che è costata nell’ ultima ondata di manifestazioni decine di migliaia di morti . La guerra scatenata dall’ amministrazione Trump e da Netanyahu non aveva l’obiettivo di favorire l’opposizione popolare al regime , bensì da parte americana di riportare l’ Iran nella propria sfera di influenza e non in quella di Russia e Cina . Ma il cambio di regime non può venire imposto ad un popolo da un attacco dall’ esterno , il popolo iraniano , che ha un forte senso di identità nazionale , si è dimostrato consapevole che il governo americano è un governo imperialista , è stato costretto a fermare le manifestazioni , a riorganizzarsi , ma continua a resistere .

Il popolo ucraino resiste da più di 4 anni ad una feroce aggressione da parte del governo della Russia , paese che , dopo una parentesi storica in cui aveva rappresentato l’alternativa socialista al sistema capitalista , è ritornato allo schema precedente aggiornato dell’ impero reazionario zarista . E’ grazie alla resistenza ucraina che l’ Europa ha potuto almeno in parte riorganizzarsi sul piano di una indipendenza economica , politica e necessariamente di difesa . E’ grazie a questa resistenza che i piani convergenti di Trump e di Putin di disgregare l ‘ Unione europea anche utilizzando le forze nazionaliste presenti in Europa ed i cavalli di Troia che non si limitano ad Orbàn , non hanno sfondato .

Per le forze democratiche europee , per contrastare i piani di guerra delle grandi potenze grande importanza ha saper contare sulla forza delle masse e cogliere ai nostri giorni la loro capacità di resistere all’oppressione e all’aggressione .

Celebrare il 25 aprile oggi significa dunque mantenere vivo il legame tra la resistenza dei popoli di ottanta anni fa con la resistenza dei popoli oggi .