La protesta dei giovani e le idee giuste

di Andrea Acierno e Iglis Restani

Lavori precari,bassi salari,affitti per gli studenti alle stelle,un sistema di istruzione che non prepara i giovani alla rapidità dei cambiamenti tecnologici nel mondo del lavoro, la mancanza di strutture sociali nelle periferie a parte le parrocchie,un futuro incerto davanti, tutti questi elementi hanno portato alle manifestazioni e alle proteste dei giovani di questi giorni in varie città in Italia e in altri paesi europei.

E’ una società che non pare più in grado di garantire alle nuove generazioni quel lento miglioramento delle condizioni di vita conseguito dai padri e dai nonni dal dopoguerra agli anni recenti a prezzo di dure lotte. Sta qui il punto,come indirizzare nel modo giusto la protesta , le lotte,lasciando perdere lo sfondamento delle vetrine , l’incendio dei cassonetti delle immondizie e la ricerca dello scontro con le forze dell’ordine che episodicamente danno sfogo alla rabbia sociale ma arrecano danni alla collettività e non servono certo a costruire un movimento di massa .

E’ stato detto “ Facciamo come in Francia “. In Francia , dove da tempo esiste una protesta sociale diffusa tra cui il movimento dei gilet gialli, gli studenti hanno presentato una piattaforma in 10 punti che vanno dalla richiesta di ristrutturazione degli edifici scolastici, a nuove assunzioni di insegnanti,a borse di studio più alte,ad affitti congelati,fino alla richiesta di stop della repressione poliziesca e di avere una maggiore rappresentanza sindacale . Il governo francese è stato costretto ad accogliere alcune di queste richieste ma la mobilitazione continua .

Nelle manifestazioni indette nelle città italiane abbiamo visto la protesta degli autotrasportatori, degli agricoltori, dei pescatori, degli studenti. Gli studenti hanno lanciato diversi obiettivi senza però ancora definire una piattaforma complessiva . Uno di questi riguarda il provvedimento nella manovra finanziaria preparata dal governo che prevede una riduzione del turn over che porterà ad un taglio di 7000 posti del personale scolastico motivandola con la denatalità e la diminuzione conseguente del numero degli studenti . Detto che misure di questo genere sono state adottate anche da precedenti governi di centro-sinistra, ad esempio nelle ferrovie, con il beneplacito dei sindacati confederali, è giusto respingere il taglio e richiedere di aumentare il personale per migliorare il rapporto tra il numero degli studenti e quello degli insegnanti .

Altro punto importante è la questione salariale . In altri articoli abbiamo ricordato come la questione dei bassi salari dei lavoratori italiani risalga agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso quando i governi di allora Amato e Ciampi in accordo con gli industriali e CGIL-CISL-UIL ricorsero all’eliminazione della scala mobile e al blocco dei salari per mantenere a galla nel panorama mondiale della globalizzazione una base industriale che non aveva fatto gli investimenti necessari, vedi ex FIAT. Quegli stessi sindacati e quei partiti nati dopo Tangentopoli che giocano oggi sulla memoria corta e , ingannando i giovani, scaricano l’intera responsabilità dei bassi salari sul governo Meloni . La detassazione per i nuovi assunti con un’imposta sostitutiva ridotta all’1% sugli incrementi retributivi e sui premi, entro il limite di 2.500 euro,contenuta nella proposta del governo, non è affatto sufficiente per permettere un salario d’ingresso adeguato al costo della vita perciò occorre un contributo dello stato . E il contributo dello stato , in una visione di un patto tra le generazioni, si può trovare benissimo attingendo alle pensioni d’oro.

In alcune delle associazioni studentesche vi è la volontà di costruire una proposta con alcune rivendicazioni , ad esempio 1,7 miliardi per le borse di studio , 2 miliardi per garantire un’università gratuita a tutti , almeno 800.000 posti letto per garantire a tutti i fuorisede un alloggio.

In altre vediamo invece la ingannevole parola d’ordine di destinare i 14 miliardi consentiti dall’Unione europea per spese nei risparmi energetici e per la difesa, alla scuola,alla sanità, al carovita.

Ingannevole per due motivi . Il primo è che questi 14 miliardi che non verranno conteggiati dalla Commissione europea sul deficit , sono appunto concessi soltanto a energia e difesa, se venissero richiesti per altri usi non verrebbero concessi.Per fare un esempio , ti concedo un mutuo per acquistare un appartamento , se vuoi fare altro tipo di spese non te lo concedo.

Il secondo motivo è che non prende atto che nella situazione attuale in cui il diritto internazionale che vietava le aggressioni e le annessioni territoriali è stato gettato alle ortiche e in cui vi sono guerre in corso che investono direttamente l’Europa come quella in Ucraina e quella in Medio Oriente , c’è la necessità per i popoli europei di avere una propria capacità di deterrenza in grado di scoraggiare eventuali attacchi esterni e di mantenere una situazione di pace anche se relativa.

Va aggiunto che una Unione europea divisa, senza una autonomia ,senza un proprio sistema di difesa, non potrebbe garantire quello sviluppo economico e sociale che sta alla base delle richieste sui salari , sul carovita, sugli investimenti necessari per l’istruzione e l’economia.

Le parole d’ordine no al riarmo e no alla guerra che abbiamo visto in particolare sugli striscioni del sindacato USB che ha indetto uno sciopero il 28 ottobre,se rispondono al naturale sentimento pacifico popolare , non tengono però affatto conto di questa situazione e portano a nascondere una realtà ben diversa, una realtà in cui le grandi potenze si stanno muovendo per spartirsi le zone di influenza. E nascondere la realtà non può che fare trovare impreparata la società, i lavoratori europei , qualora scoppiasse un conflitto ,con danni ben maggiori di quelli che affronteremmo se al contrario la società fosse preparata a questa evenienza.

Parlare di riarmo in senso generico è fuorviante . Prendiamo il caso degli attacchi hacker ai sistemi refrigeranti che, se condotti su vasta scala, potrebbero mettere alla fame e al pericolo di vita la popolazione: serve o non serve un sistema di sicurezza informatica che li prevenga ? Anche questa è una forma di difesa , non è riarmo inteso come carri armati , è una difesa dagli attacchi hacker che sono una forma di guerra, di guerra ibrida. Perciò si dovrebbe parlare di difesa, non di riarmo .

Inoltre : No alla guerra , ma quale guerra, contro quali guerre ? E chi conduce queste guerre ? Solo Trump e Netanhiau o anche Putin ? Quali sono le potenze che si contendono l’egemonia mondiale , che vogliono impossessarsi delle ricchezze mondiali come il petrolio e le terre rare ricorrendo anche alle guerre, che cercano di conseguire il monopolio del motore della nuova rivoluzione della produzione capitalistica dato dall’ intelligenza artificiale ?

Un movimento di protesta e di lotta quanto mai necessario dei giovani e dei lavoratori ha la necessità di avere una bussola che permetta di individuare con chiarezza quali sono i piani dei governi imperialisti che vogliono sottomettere altri popoli per espandersi e per impadronirsi delle loro ricchezze . Mirano cioè a tenere viva la macchina del capitalismo che poi è la vera causa del carovita, contro cui protestano i giovani europei, e delle guerre, guerre che esisteranno finchè esisterà l’imperialismo .

L’Europa si trova al centro dello scontro per la spartizione delle zone di influenza tra le grandi potenze .

Da un lato Putin invadendo l’Ucraina ha nello stesso tempo attaccato l’Europa nel suo insieme ,dall’altro Trump ,dopo avere deposto con un atto di pirateria il legittimo presidente del Venezuela ed aver tentato di fare la stessa cosa in Iran, punta ad un ‘accordo complessivo sul petrolio con Putin e i magnati russi che metta in difficoltà la Cina, principale competitore degli USA , svendendo l Ucraina e penalizzando l’ Europa.

Entrambi intendono impedire la nascita dell’Europa unita come entità statale dotata di confini definiti perchè è più vantaggioso per loro trattare con singoli stati . Putin in particolare con accordi sulla fornitura di gas e petrolio cerca di dividere l Unione europea, di riportare sotto la sfera di influenza russa i paesi dell’Europa orientale con governi compiacenti e di condizionare l’opinione pubblica e la politica interna negli altri paesi europei contando sulle quinte colonne al loro interno , di destra o , indifferentemente di “sinistra “.

I continui hackeraggi,i falsi allarmi di bombe sugli aerei ,gli sconfinamenti di droni dentro i confini europei , puntano a impaurire la popolazione europea per portarla a chiedere che cessi il sostegno allUcraina.

Il no alla guerra deve perciò diventare un no alle guerre imperialiste e il no al cosiddetto riarmo, che lascerebbe indifesa l’Unione europea ,deve diventare un sì ad una giusta proporzione tra le spese sociali e quelle per la difesa, le forze che sostengono il contrario fanno di fatto gli interessi di chi vuole una Unione europea alla mercè delle grandi potenze e aprono le porte all’espansionismo russo.

Le rivendicazioni di miglioramenti dei salari , di abbassamento dei prezzi dei beni di consumo, di investimenti per rafforzare il sistema produttivo e di istruzione , vanno accompagnate da una presa di posizione contro le politiche imperialiste da ogni parte provengano , da una comprensione che la difesa è uno strumento necessario per arrivare alla pace, dal sostegno a tutti i popoli aggrediti indistintamente. Non possiamo non notare che nelle manifestazioni, accanto al giusto sostegno al popolo palestinese, in lotta da decenni per la propria autodeterminazione, vi è però la mancanza di un altrettanto giusto sostegno alla resistenza condotta da ormai 5 anni dal popolo ucraino alla aggressione da parte del governo russo. Questa mancanza è dovuta sia ad una certa cultura politica a sinistra che per decenni ha visto l’imperialismo rappresentato soltanto dagli USA ( in questo grande responsabilità hanno avuto i dirigenti del PCI che mantenendo i legami con il PCUS fino allo scioglimento dell URSS, hanno continuato ad accreditarla come paese socialista anche quando questa da tempo era diventata manifestamente una potenza imperialista, per cui oggi Putin, pur a capo di un partito nazionalista, beneficia di quell’immagine ), sia a interessi economici del sistema imprenditoriale e finanziario che non si è posto il problema dell’indipendenza energetica, sia alla propaganda condotta da decenni nel nostro paese da parte dei governi russi . Questa mancanza di sostegno alla resistenza ucraina è un serio limite che si oppone alla costruzione di un movimento popolare compiutamente antimperialista.

Vi è inoltre in alcuni movimenti giovanili, nella ricerca di simboli che rappresentino la lotta degli oppressi, la tendenza a non separare la lotta del popolo palestinese dall”ideologia che i gruppi islamici professano , a vedere in questa una ideologia contro il colonialismo e il capitale quando in realtà viene utilizzata nei paesi mussulmani , vedi Iran, per reprimere le masse popolari e impedire processi democratici . Il cosiddetto Occidente dei paesi capitalisti diventa allora il nemico numero 1 dei popoli. Si dimentica in questo modo che l’Occidente è anche il luogo dove è nata l’ideologia e la politica per combattere e superare il capitalismo ovvero il marxismo e il socialismo.

Il movimento operaio e studentesco europeo, sulla base di questa visione politica, hanno saputo con le lotte spostare in certe fasi i rapporti a proprio vantaggio , affermare il potere popolare in alcuni paesi anche se per periodi limitati,e anche se oggi si trovano in difficoltà, possono riprendere forza e imporre cambiamenti .E’ a questo specifico patrimonio storico e politico che occorre fare riferimento .

Se dunque questo guardare all’Islam da parte di alcuni settori giovanili è comprensibile per la mancanza oggi di forze politiche sinceramente anticapitaliste cui i giovani hanno potuto negli anni scorsi fare riferimento, occorre però dire chiaramente che la religione islamica, come del resto le altre religioni , non ha niente a che fare con il socialismo e anche che il rafforzamento di movimenti islamici in Europa avrebbe l’effetto di indebolire la nostra coesione sociale e il progetto di unità europea. 

Sappiamo che la direzione di questo progetto europeo è formata in larga parte da partiti borghesi , che la base economica dell’Europa è il capitalismo e che le difficoltà delle nuove generazioni provengono dalle diseguaglianze prodotte da questo sistema economico. Allo stesso tempo, proprio grazie alle lotte condotte dai lavoratori e ad una certa visione di autonomia dalle grandi potenze di alcuni settori della borghesia, l’Europa si distingue almeno finora per un maggiore tasso di democrazia e di stato sociale rispetto al resto del mondo . Nel momento in cui l’Europa è sotto forte pressione da parte delle grandi potenze , sta ai giovani, ai lavoratori, cogliere l’occasione di fare propria la lotta per l’indipendenza europea facendo valere le proprie richieste nei confronti del grande capitale, e di spostare a sinistra la politica europea ma non per sfasciare l’Unione europea bensì per renderla più democratica e più rispondente ai bisogni popolari .

Indebolire l’Unione europea è l’obiettivo a cui lavorano le grandi potenze che vedono nel suo rafforzamento un ostacolo ai loro piani egemonici, rafforzarla significa sconfiggere questi piani.

Per questo è importante che i giovani italiani, francesi , tedeschi ecc. ,si incontrino, uniscano le loro forze , costruiscano un programma unitario con le misure necessarie per ripondere alle loro necessità e lo impongano alla Commissione europea .E’ questa la strada per costruire non solo il loro futuro ma anche il futuro dell’ Europa.

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